Mare di Libri – FeedBack

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Leggere Ribelle intervista Lois Lowry

Un Festival pieno di storie ed emozioni, di giovani e sogni, di incontri e punti di vista. Questo è e sempre sarà Festival dei giovani lettori di Rimini… Ma facciamocelo raccontare direttamente loro, da chi l’ha vissuto, cos’è veramente Mare di Libri!

Anche quest’anno Mare di Libri si è rivelato al di sopra delle mie aspettative, emozioni ed esperienze che probabilmente non avrei trovato altrove. Le parole sono rimaste, quelle di Lois Lowry, scrittrice e persona fantastica che con noi ha ricordato e ha raccontato il suo passato. E’ raro vedere persone della sua età così dolci e genuine. Poi, lo spettacolo della sera è stato di una potenza inaspettata grazie alla voce di Lella Costa e alle parole dei più grandi autori di tutti i tempi. L’arte riesce davvero a raggiungere corde inaspettate. E infine grazie a tutti voi, LR, con i quali ho condiviso queste giornate, ballato la sera e cantato per strada, non sarebbe stato lo stesso. Anna

È il mio primo Mare di Libri, strano ma vero pensare che ormai LR sia diventato per me qualcosa d’importante; cosa dire di questo festival se non dire grazie, grazie per la compagnia di voi ragazze e giovani donne, grazie a te Luigi, grazie per il nostro evento e a Lois Lowry per avermi dato la possibilità di ascoltare il dolore e la forza in un’ora emozionante e travolgente; grazie a Lella Costa perché mi ha disarmato e le sue parole sono state una lancia dentro una Cordelia ancora incompleta, grazie a Mare di Libri per avermi dato tutto questo insieme ma soprattutto grazie a LR che mi ha come sempre dato appoggio in una delle esperienze che formerà la mia vita da lettrice. Riassumendo il tutto: stare con voi, LR, mi ha scosso ma mi ha fatto bene, uno di quei bene che la vita ti regala quando hai bisogno di rinascere. Cordelia

Questo Mare di Libri è stata un’esperienza completamente diversa dallo scorso: ho avuto un ruolo molto più attivo sia nell’intervista sia nella giuria del Premio MdL. Riguardo alla prima c’è solo da dire che mi ha scaldato il cuore, Lowry si è rivelata una scrittrice e una donna di grande profondità e avere l’onore di chiacchierare con lei è stato stupendo. Riguardo il Premio invece mi ha un po’ deluso la scelta finale, ma è stato anche uno stimolo a far valere le mie opinioni. La serata che ha seguito è stata infatti carica di piacevolissime conversazioni letterarie e non. Ciò che mi ha colpito di più però è stata in assoluto la lettura di Lella Costa in teatro: un’esperienza davvero Potente. C’è stato anche il giorno di relax successivo in ottima compagnia. Maria

Questo è il mio terzo Mare di Libri, e il secondo di persona per via del covid. Di tutte le tre esperienze è stata decisamente la migliore: oltre al fatto che ho partecipato alla mia prima intervista a Mare di Libri; a mio avviso gli eventi erano molto interessanti, specialmente il dibattito, cosa che non ho fatto l’anno scorso… a conti fatti mi è davvero piaciuto! Luigi

Questo è stato il mio primo Mare di Libri e devo dire che è stata un’esperienza incredibile, piena di emozioni indescrivibili e soddisfazioni immense. In questi giorni ho imparato anche a conoscere tutte le persone fantastiche che compongono questo meraviglioso gruppo, a confrontarmi con pensieri e ideali diversi dai miei e soprattutto a comprenderli.
Ringrazio di cuore l’autrice Lois Lowry che ha saputo dare voce al suo dolore e ai suoi ricordi facendomi emozionare e, infine, grazie infinite a tutti voi, LR, per questa stupenda esperienza. Marta

Mare di Libri anche quest’anno non mi ha deluso, è stata un’incredibile esperienza che si è rivelata al di sopra delle mie aspettative e ancora una volta ha permesso al gruppo Leggere Ribelle di entrare a contatto con altri lettori che condividono la nostra stessa passione e con autori proventi da ogni parte del mondo!
Tra questi anche la nota autrice Lois Lowry che abbiamo avuto l’onore di intervistare, una donna forte intelligente e sensibile che pur avendo sofferto molto nel corso della sua vita, è riuscita a utilizzare questo dolore come fonte d’inspirazione per i suoi libri, tanto amati da noi lettori.
Infine, non si può non ricordare anche la straordinaria Lella Costa che attraverso le parole dei più grandi autori di tutti i tempi ha ricordato la crudeltà e l’efferatezza della guerra, una guerra che non risparmia mai nessuno né vinti né vincitori. Giulia

Mare di Libri è un caleidoscopio di incontri ed emozioni. Scoppia la gioia per i libri, l’eccitata attesa degli autori e delle autrici, si accende la stima nei confronti dei giovani volontari e volontarie che rendono questo Festival unico e rivoluzionario. Senza dimenticare l’orgoglio provato per l’intelligenza ribelle del nostro gruppo, che ha condotto un’intervista epica in modo fluido e sagace.
Sono stata felice di poter essere ancora una volta una testimone privilegiata di questa occasione di cultura, entusiasmo e vita. É ciò che mi fa pensare che un presente bello esiste ed è fatto (anche) di libri e di giovani lettori. Paola

Domenica 19 giugno è stato per i LR un giorno mare-di-libri perfetto. Kevin Brooks da ascoltare (proprio lui: letto e stra-letto), un dibattito scottante, l’emozione pura di incontrare una grande scrittrice che arriva da una galassia lontana: Lois Lowry, un Premio con un vero confronto letterario e infine la voce di Lella Costa che ammalia. E ancora: la festa finale del festival che fa e dà il senso di essere gruppo. Questo era esattamente quello che volevo sperimentassero i LR. Credo che abbiano svolto bene bene il loro compito, ma tutti i gruppi di lettura, gli organizzatori e gli ospiti hanno dato loro qualcosa che resterà spero a lungo, forse per sempre. Credo sia durissimo costruire questo festival ma dà tantissimo ai ragazzi e alle ragazze, io lo sapevo, ho voluto essere connessione tra Leggere Ribelle e Mare di Libri. Grazie a tutti, esserci stata è stato un privilegio! Giuliana


Gli sbagliati del Dubai di Daniela Palumbo

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Recensione a tre voci: Valentina, Anna ed Elisa

Spesso si considera che i ragazzi non pensino ad altro che a divertirsi; insomma alla loro, alla nostra, età non si hanno problemi, o almeno così la società spesso ci rappresenta: sfaticati che trovano ogni scusa buona per lamentarsi. Ma “gli 8 del Dubai” direi proprio che hanno deciso di abbattere, di distruggere e disintegrare questo pregiudizio; il loro dolore, la loro rabbia, la loro voglia di urlare sono trasudati da queste pagine, entrati nell’inchiostro, tracciando la netta frattura che si delinea nel cuore del lettore. (Valentina – 18 anni)

Tutto ha inizio in un centro commerciale, primo luogo di ritrovo che viene in mente a dei ragazzi per la fuga perfetta da scuola, ma che sarà solo il punto di partenza per una giornata che li segnerà più di quello che credevano. Da compagni ad amici. Perché alla fine è questo che diventano: una manciata di ragazzi che decide di balzare scuola, ognuno con un segreto diverso, ognuno impegnato a nascondere un dolore, si vede diventare in poco tempo un gruppo. Per loro è qualcosa che non si può spiegare a parole ma che li fa sentire bene; sulla spiaggia di un posto qualsiasi si crea un legame fatte di scoperte, risate, lacrime. (Anna – 17 anni)

Ma chi sono questi Sbagliati? Otto anime in cerca di ristoro, di un posto in cui sentirsi a casa, un gruppo in cui sentirsi famiglia. Forse la trovano, forse no, ma certamente l’avventura che vivono colmerà un poco quel vuoto che li attanaglia. Ognuno con l’aiuto dell’altro riesce a richiudere, magari anche solo di poco, quel suo buco nero che ha risucchiato energie e felicità. (Valentina)

Gli sbagliati del Dubai parla di sopravvivenza, di rinascita. Tutto può cambiare, e se a farlo non è ciò che succede intorno a noi può esserlo invece il nostro modo di vederlo, affrontarlo, condividerlo con chi ci sta attorno. (Anna)

In quest’ultimo romanzo di Palumbo, si parla di amicizia, di avventura ma anche di dolore, un dolore che prende varie sfaccettature ma che può attaccare ognuno di noi. (Valentina)

Forse una degli aspetti che ho apprezzato di più è stato notare come i ragazzi si parlavano l’un l’altro: all’inizio timorosi e divisi, pieni di pregiudizi detti senza pensarci, e in realtà vuoti di quelle parole che volevano uscire davvero. Pian piano ognuno di loro ha fatto capolino, prima una confessione timida, poi un racconto al buio; narrare le loro storie è stato come alleggerirsi di un peso, condividerlo, avvicinarsi un po’ di più a quelle nuvole disegnate da Monique. È solo grazie a questo viaggio che vengono fuori quelle debolezze e paure che sembravano inesistenti da fuori. È solo con il buio che ognuno di loro capisce quanto in realtà voglia rimanere attaccato alla vita. Come Maya è “riparatrice” per sua mamma questo gruppo si sorregge a vicenda, incerto, uno più traballante dell’altro ma proprio per questo unito. (Anna)

Devo essere sincera, parlare di questo libro non è stato facile, sono stata molto combattuta sulla direzione in cui avrebbe peso la bilancia: se da un lato abbiamo un romanzo travolgente, emozionante ma anche duro; dall’altra la superficialità con cui sono stati trattati determinati temi è sconcertante. Certo, dalle parole si è compreso il dolore, la sofferenza e in tutta onestà ho apprezzato come il tema della droga e dell’overdose sia stato trattato in un romanzo YA; allo stesso tempo, però, ho notato la voglia in qualche modo di fare troppo. Mettere tutta questa carne al fuoco, senza spiegazioni, senza conclusioni, beh non ha fatto altro che bruciare e con essa sono bruciate anche un po’ le mie aspettative sul libro. Come spesso succede nei romanzi per ragazzi, gli autori sentono il bisogno di alzare le aspettative per scrollarsi di dosso l’ombra della loro categoria di lettori, e spesso ciò porta al voler mettere troppe “tematiche pesanti” senza però dare le adeguate spiegazioni. Questa è l’unica pecca di un libro che a mio parere dovrebbe comunque essere letto: poco meno di 200 pagine e si può percorrere un viaggio nel tortuoso cuore di un adolescente, o anzi in quello di otto, scoprendo forse aspetti anche di noi stessi, che non ci saremmo mai aspettati. (Valentina)

Lo stile veloce e lineare accompagna questa avventura, parole che vogliono essere lette tutte d’un fiato come per loro è stata quella giornata; i dialoghi forse sono meno realistici, a mio parere appesantiti da espressioni come “amo” e “tesoro”. Ho notato sicuramente un rimando con A un passo dalle stelle: la ricerca di sé stessi e di una propria identità in un mondo che ti fa sentire sbagliato, un viaggio con persone “sconosciute” che alla fine non lo sono più. È un libro che consiglierei principalmente alla fascia delle medie, leggero e continuo. (Anna)

Gli sbagliati del Dubai è un libro forte ma molto bello, che tocca i problemi principali che i ragazzi e le ragazze più sfortunati si trovano a dover affrontare. Le sensazioni dei personaggi, la loro storia e il loro modo di essere trapelano dalle parole che essi dicono. Mi è piaciuto molto anche la sensazione di avventura che si percepiva leggendo questo libro. Tutti quanti loro sono rinchiusi nel loro guscio, troppo feriti dalla crudeltà del mondo per fidarsi dei loro amici. Consiglierei questo libro a qualcuno che ha bisogno di sfogarsi su una situazione pesante, per fargli capire che non è il solo o la sola a dover affrontare questi problemi. Siamo tutti umani, tutti facciamo errori, tutti incontriamo sofferenze che riusciamo a superare soprattutto grazie alla nostra forza e al sostegno di chi ci vuole bene. (Elisa – 13 anni)

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