Raccontami di un giorno perfetto

Perché consiglieresti questo libro a un amico o a un'amica?
Raccontami di un giorno perfetto di Jennifer Niven è un libro che mi ha attirato dalla prima volta che l’ho visto.

La copertina non è molto vistosa, ma secondo me rispecchia perfettamente l’atmosfera cupa del romanzo.

La scrittura è molto incalzante, infatti ho finito il libro in soli due giorni. Quello che mi spingeva ad andare avanti non erano i momenti ricchi di tensione o i colpi di scena, ma semplicemente le vicende dei due protagonisti, Theodore e Violet. Nonostante questo ritmo incalzante, l’autrice lascia spazio anche alle riflessioni dei suoi personaggi.

Un’altra cosa che mi è piaciuta di questo romanzo, infatti, è che la scrittrice Jennifer Niven descrive efficacemente le emozioni dei due ragazzi, specialmente di Theodore, servendosi di espressioni e parole che solitamente non avevo mai visto associate a sentimenti o a emozioni.

Forse l’elemento che mi è piaciuto di più di questo libro è stato proprio il suo protagonista, Theodore Finch. E’ stato il personaggio che mi ha affascinato di più con le sue abitudini bizzarre, a tratti un po’ inquietanti. L’autrice ci lascia conoscere il suo mondo interiore, la dinamica dei suoi pensieri causa dei suoi strani comportamenti. Finalmente possiamo vedere la storia dal punto di vista di una persona considerata “strana” e diversa dagli altri.

Ma il vero potere di questo libro sta tutto nel finale; un finale che scuote il lettore e lo disorienta, trasgressivo: l’autrice ci mostra una cruda verità che molto spesso viene nascosta a noi ragazzi, quasi per paura di “turbarci”. Io trovo che questa conclusione renda tutto il libro più autentico.

Questo romanzo ti lascia con l’amaro in bocca, ma soprattutto ti offre molti spunti di riflessione: un vero libro ribelle !

Articolo di Zag
(A cura di _Vale)

parziale tondo

La ragazza sull’albero

Perché consiglieresti questo libro a un amico o a un'amica?
Julia, una ragazza determinata, figlia di un predicatore e abituata fin da piccola a una vita normale.

All’età di 20 anni decide di prendere in mano la sua esistenza e inizia a interessarsi al fenomeno del taglio delle sequoie. Inconsapevolmente la ragazza entra a far parte di una compagnia di attivisti e nel 1997 compie la sua prima occupazione di un albero, che sarà poi la più lunga mai compiuta. Nei due anni di permanenza sulla grande sequoia Luna, Julia impara ad adattarsi alle condizioni più estreme, alle quali solo grazie a se stessa e al rapporto con l’albero riuscirà a sopravvivere.

È proprio questo che mi ha colpito di La ragazza sull’albero, di Julia Butterfly Hill, la tenacia della protagonista. Il modo in cui lei affronta le situazioni critiche, sempre positivamente. Anche quando si trova tutti contro non smette di lottare. Grazie alla sua forza è riuscita a portare in primo piano una questione che tutti mettevano da parte: il taglio illegale del legname. Questo libro mi ha coinvolto e mi ha messo a conoscenza di fatti di cui ignoravo le disastrose conseguenze. Julia mi ha fatto capire che anche io, nel mio piccolo, posso fare qualcosa, però devo farlo credendoci ciecamente e renderlo un grande gesto.

Articolo di Soff
(A cura di _Vale)

parziale tondo

La voce delle ombre

Perché consiglieresti questo libro a un amico o a un'amica?
Misteriosamente magnetico.
La voce delle ombre, di Frances Hardinge, non è una storia normale.

E’ una storia di magia e di fantasmi, di orsi e di segreti, che ti viene lentamente sussurrata all’orecchio da una voce sibilante e magnetica. Ha quella capacità di tenerti inchiodata solo attraverso le parole, di farti tremare e trattenere il respiro, con la consapevolezza che non riuscirai a fermarti. È quel tipo di libro in cui anime, fantasmi, ombre e il mondo fantastico si uniscono in un’incredibile storia, dando vita a un romanzo da leggere assolutamente.

Uno degli ingredienti di questo libro è la guerra civile in Inghilterra fra re Carlo e il Parlamento, che viene amalgamata a mille altre storie, mille altre vite e mille altre anime. In mezzo alle rivolte e alla confusione una cosa è ben chiara: il mondo si era ribaltato, le regole venivano sovvertite, ma nessuno sapeva con certezza quali regole. In tutto ciò sarebbe sopravvissuto soltanto chi fosse riuscito a fingere, ad adattarsi alle situazioni più strane, a trovare alternative e mantenere segreti, chi fosse entrato in scena fingendo di conoscere le nuove regole e sperando di essere creduto.

Può essere un segreto o un talento, un dono o un incubo, fatto sta che la famiglia Fellmotte vede i fantasmi e questi sono attratti dai Fellmotte.

Makepeace, la protagonista, fa proprio parte di questa famiglia, ma non sa se questo può essere considerato un vantaggio o una sfortuna. Dopo un evento catastrofico, che la porterà a lasciare il paese in cui ha abitato con la madre fin da piccola, la ragazza si  trasferisce altrove. Grizhayes,  formato da una batteria di demoni, diventerà la sua prigione, il suo avversario, il suo rifugio e la sua casa. Cosa sarà disposta a fare la ragazza?

Articolo di Lullaby
(A cura di _Vale)

parziale tondo

Da quando ho incontrato Jessica – Il tabù

Il lettore politicamente scorretto
QUESTO ARTICOLO CONTIENE SPOILER

 

Il punto di vista di Book Raider

Perché gli argomenti di cui parla Da quando ho incontrato Jessica, di Andrew Norris, dovrebbero essere un tabù?

Tabù. Questa è la parola chiave con cui si potrebbe descrivere l’argomento di cui tratta maggiormente il libro, ma secondo me sono proprio questo genere di libri che una volta finiti ti lasceranno qualcosa dentro.

Troppo spesso si pensa che un libro che parla di suicidio istighi a quest’atto, ma è proprio il parlarne attraverso una storia così semplice e al tempo stesso efficace che può rendere questo atto un problema  reale e non solo una fantasia riportata dagli scrittori. Forse è proprio questo impatto con il reale significato di suicidio che rende coscienti  i protagonisti di questo libro e fa apprezzare loro la vita di tutti i giorni.

Per quanto semplice, non definirei questo libro banale perché nella sua naturalezza riesce a lasciarti un messaggio e ti sprona ad andare avanti anche quando le cose non sembrano andare come vorresti.

Per questi motivi ritengo che Da quando ho incontrato Jessica sia sicuramente un libro che vada letto ed apprezzato perché non solo si gradirà la storia raccontata al suo interno, ma una volta finito si guarderà con un occhio un po’ diverso le persone che ci stanno attorno.

IMG-20190213-WA0022

Il punto di vista di Soff e Miss Anny

Pochi mesi fa abbiamo letto Da quando ho incontrato Jessica scritto da Andrew Norris e sinceramente non ci ha appassionate più di tanti per vari motivi.

Abbiamo trovato negativa il fatto come l’autore abbia preso con leggerezza l’argomento del suicidio.  Secondo il nostro parere, questo tema andrebbe trattato con più cautela.

Inoltre, abbiamo trovato il registro linguistico molto basso, fin troppo, per ragazzi di 14 anni o più. lo consiglieremmo piuttosto a dei ragazzi di età inferiore ai 13 anni.

Infine, non abbiamo gradito tanto la differenza del tempo di narrazione. Per esempio: capitoli interi per raccontare un singolo giorno e, al contrario, poche pagine per narrare di mesi.

 

(A cura di _Vale)

parziale tondo